Un anziano rabbino chiese ai suoi discepoli: "come si può riconoscere il momento preciso in cui termina la notte e inizia il giorno?". I discepoli risposero: "Quando si può distinguere da lontano senza fatica un cane da una pecora o una palma da datteri di fico". "No", disse il rabbino. E quelli: "Quand'é allora?". Rispose il rabbino: "Esso é quando, sperduto nella folla, il volto di uno sconosciuto qualsiasi vi diventa altrettanto prezioso quanto quello di un padre, di una madre, di un fratello, di una sorella, di un figlio o di una figlia, di uno sposo o di una sposa, di un amico. Fino a quel momento, fa ancora notte nel vostro cuore".
Vogliamo rimanere nella notte, oppure uscire alla luce per illuminare noi stessi e gli altri? Riscoprire nella comunione la gioia dell'incontro vuole essere l'obiettivo della 6a TendaGiovani, 2000. Se ritrovarsi é bello, se comunicare é il desiderio che ciascuno ha nel suo cuore, se i rapporti umani più comuni a volte rischiano di essere logorati e logoranti, dal 16 al 18 Giugno 2000 vogliamo insieme sfatare il mito del sospetto e della diffidenza, creando un clima di fraternità e di amicizia che supera l'indifferenza e il rifiuto dell'altro. Proprio come avviene all'interno della relazione di quei tre famosi "moschettieri" che comunemente chiamano Padre, Figlio e Spirito Santo, che nel loro amore non si chiudono, ma si aprono al dono reciproco.
Sentirsi fratelli, sorelle, figli...
...é sentirsi a casa.
Nella familiarità della tenda troviamo la casa...
Col sacco a pelo in TendaGiovani per intraprendere un grande viaggio:
da vagabondi a pellegrini; da stranier ad ospiti; da nemici a fratelli.

<1999            2001>