Parole, parole, parole...soltanto parole, perché allora continuare a scrivere o parlare?
Hanno detto che le parole sono vuote, non servono per incontrarsi, perché consumate dall'uso, scheletrite e tarlate dalla menzogna:
radio, televisione, mass media, non parlano, ma fanno gargarismi linguistici; la parola é diventata per l'uomo del ventesimo secolo una schiavitù come l'alcool; la parola paradossalmente non conduce all'incontro ma allo scontro, e nella nuova "Torre di Babele" non ci si capisce più.
Forse é vero ma...
In tanti giovani il bisogno dui comunicare, quasi di urlare...é prepotente.
Sono afoni delle parole che fanno "potere" ma hanno scoperto altre parole: sono muti ma si parlano,sono sordi ma si odono...
Anche se la loro bocca resta chiusa, parla il look:
si incontrano con le stese scarpe, si guardano con le stesse firme, si ritrovano con gli stessi modelli, si cercano con gli stessi idoli, piangono con gli stessi cd, si amano nella complicità del "rumoroso silenzio", si salvano con la stessa voglia di vivere, ma si comunicano la stessa mlattia... e muoiono anche con la stessa dose di eroina...
Ridare voce ai giovani, rispondere alla loro sete di incontro, sperimentare un linguaggio fresco e vero, é lo scopo della seconda TendaGiovani, che passando tra le "parole già dette", fa piazzare le tende dei giovani sulla parola "ma io vi dico" di Gesù.

<1995             1997>